Le condotte fognarie rappresentano un elemento cruciale delle infrastrutture, e spesso ci accorgiamo della loro importanza solo quando si verificano degli inconvenienti come perdite o infiltrazioni, che possono trasformarsi in guai costosi e dannosi, con impatti ambientali significativi e possibili ripercussioni legali.

Come evitare tutto questo? Grazie alle prove di tenuta della fognatura! Questi test non sono solo un obbligo normativo, ma una garanzia per la sicurezza e l’efficienza delle condotte in quanto portano alla luce eventuali perdite prima che diventino un problema serio.

In questo articolo scoprirai in cosa sono e in cosa consistono le prove di tenuta della fognatura, e quali vantaggi portano nella gestione delle infrastrutture.

Cos’è la prova di tenuta su condotta fognaria della fognatura?

La prova di tenuta su condotta fognaria è un test fondamentale per certificare la tenuta delle tubazioni fognarie non in pressione, e assicurare che non ci siano perdite.

La procedura prevede il carico della condotta fognaria con aria o acqua, secondo i parametri fissati dalla normativa UNI 1610 entrata in vigore nel novembre del 1999 e aggiornata a dicembre 2015. Essa regolamenta in modo rigoroso l’installazione ed il collaudo di connessioni di scarico e collettori della fognatura.

Le prove di tenuta delle tubazioni vengono eseguite isolando il tratto di condotta da testare con due palloni otturatori posizionati alle estremità della condotta. Di seguito, il tratto interessato viene riempito con aria o acqua a seconda del metodo scelto.

Cos’è la prova di tenuta ad aria?

La prova di tenuta ad aria è uno dei metodi più pratici e rapidi per effettuare le prove delle tubazioni utilizzando aria compressa.

La normativa UNI 1610 definisce le modalità operative nonché i tempi del collaudo e le pressioni da applicare durante il test.

Il processo inizia isolando il tratto della fognatura con due palloni otturatori pneumatici, uno dei quali è dotato di valvola passante per il riempimento con aria.

La prova di tenuta si articola in 4 fasi principali:

-Riempimento: l’aria viene insufflata nella fognatura fino al raggiungimento della pressione stabilita.

-Stabilizzazione: la pressione viene mantenuta per 5 minuti per consentire l’assestamento.

-Prova di tenuta: durante questa fase cruciale, la pressione all’interno della condotta viene monitorata in tempo reale da un software che emetterà il verbale di collaudo. 

-Svuotamento: procedura di svuotamento della condotta dall’aria.

La pressione e i tempi delle prove di tenuta delle condotte fognarie variano a seconda del metodo di collaudo (LA, LB, LC, LD), al materiale e al diametro delle condotte.

Se l’eventuale calo di pressione registrato dal sistema rientra nei limiti della normativa, la condotta viene è considerata conforme.

Facciamo un esempio: Dobbiamo eseguire la prova di tenuta su una condotta fognaria in gres dn 300 tramite il test ad aria (metodo LD200). La pressione viene caricata a circa 220 mbar (maggiore di circa il 10% della pressione di prova richiesta). Dopo i 5 minuti di assestamento, inizia il collaudo di durata pari a 2 minuti durante i quali la perdita deve essere minore di 15 mbar.

In caso di esito negativo, possiamo intervenire tempestivamente con una videoispezione per individuare eventuali rotture, oppure fare altri test per intercettare, ad esempio, una giunzione non a tenuta.

Eventuali crepe, rotture o perdite nei giunti possono essere riparati dall’interno con tecniche IMEC non distruttive, evitando costi legati a scavi e ripristini che altrimenti si creerebbero impiegando il sistema tradizionale di riparazione.

Cos’è la prova di tenuta ad acqua?

La prova di tenuta ad acqua testa la tenuta di tubazioni, pozzetti oppure entrambi contemporaneamente.

La procedura si basa sulla creazione di una colonna piezometrica alta 5 metri (equivalenti alla pressione massima di 500mBar) che verifica il grado di riempimento della tratta e l’eventuale calo di pressione. La pressione minima alla quale deve essere testato il tratto di riferimento equivale a 100mbar ovvero 1 metro sopra il livello del tubo.

Prima di iniziare la prova di tenuta vera e propria, si deve rispettare una tempistica di impregnamento del materiale, solitamente di un’ora, per consentire alla tubazione di assorbire l’acqua.

Durante la prova di tenuta della fognatura, l’acqua viene rabboccata per mantenere stabile la pressione per un periodo di 30 minuti. La quantità di acqua utilizzata per il rabbocco deve essere misurata con precisione. Se rientra nei parametri stabiliti dalla normativa UNI EN 1610 la fognatura viene certificata “a tenuta”.

Prove di tenuta delle tubazioni ad aria o ad acqua: Quale scegliere?

La scelta tra prova di tenuta ad aria o ad acqua è solitamente determinata dall’ente competente o dal capitolato d’appalto.

Entrambi i metodi sono validi, ma quali sono in realtà le differenze?

Prova di tenuta ad aria

La prova di tenuta ad aria è applicabile solo su tubazioni, da pozzetto a pozzetto (pozzetti esclusi). Anche se previsto dalla normativa, questa prova non risulta attuabile per testare i pozzetti.

Il test ad aria è molto rapido, pratico e non necessita di mezzi ingombranti, rendendolo ideale in contesti dove lo spazio è limitato. Inoltre, è il test ideale da eseguire nei cantieri, dove l’acqua non è sempre disponibile.

Un vantaggio chiave della prova di tenuta ad aria è l’impiego di uno strumento tarato e certificato, con un software in grado di rilevare i cali di pressione e di produrre automaticamente il verbale di collaudo, completo di grafico che rappresenta visivamente i dati raccolti durante la prova di tenuta. Si tratta di un collaudo NON MANOMETTIBILE, che garantisce un alto livello di affidabilità.

Prova di tenuta ad acqua

Il collaudo ad acqua è applicabile sia alle tubazioni che ai pozzetti, oppure entrambi contemporaneamente.

Questo tipo di prova di tenuta viene utilizzata generalmente su condotte fognarie di grandi dimensioni, ad esempio a partire dal 600mm di diametro, questo per questioni legate alla sicurezza dei tecnici sul campo.

Tuttavia, presenta alcune complessità, tra cui la necessità di grandi volumi d’acqua, le relative autorizzazioni per il prelievo nonché la gestione di spazio per i mezzi.

La tempistica per l’esecuzione della prova di tenuta ad acqua è significativamente più lunga rispetto alla prova ad aria, addirittura fino a 10 volte superiori.

Inoltre, necessita della presenza di un collaudatore esterno, incaricato di rilevare i valori, attestare il collaudo e redigere autonomamente il documento di collaudo.

Quando si devono fare le prove di tenuta su condotte fognarie?

I casi che impongono o consigliano una prova di tenuta sono vari.

Prima della messa in funzione della fognatura

La gestione delle condotte fognarie è di competenza del consorzio o del comune.

Quando vengono realizzate nuove condotte fognarie, prima che l’ente prenda in gestione il sistema, è lo stesso consorzio, o comune, a richiedere una prova di tenuta. Questo test permette di accertare che il sistema sia conforme alle norme, e che le condotte siano impermeabili e sicure.

Se la prova non venisse effettuata o fosse negativa, i problemi di tenuta comporterebbero ingenti costi per l’ente, legati alle riparazioni e ai danni ambientali.

La prova di tenuta diventa così una tutela fondamentale contro difetti strutturali che potrebbero provocare danni nel tempo.

Se la prova di tenuta ha esito positivo, la condotta fognaria può essere presa in gestione dall’ente, che potrà predisporre un normale programma di manutenzione periodica per garantirne l’affidabilità nel tempo.

Durante il pre-collaudo

La normativa UNI 1610 rappresenta anche una tutela fondamentale per l’impresa stradale che ha posato la condotta, in quanto consente di effettuare delle prove di collaudo (pre-collaudo) prima del rinterro della fognatura.

In caso di esito negativo, l’impresa ha ancora a disposizione tutte le attrezzature ed i materiali necessari per effettuare riparazioni autonomamente.

Il pre-collaudo evita all’impresa interventi costosi o dispendiosi che avrebbe, se decidesse di sostituire la fognatura qualora emergessero problemi di tenuta a fine lavori.

Dopo una manutenzione straordinaria

Se la condotta fognaria viene riparata, ad esempio dopo un cedimento del terreno, è necessario garantire che non ci siano perdite. In questo caso l’ente può richiedere la prova di tenuta su condotte fognarie. Solo ad esito positivo, la fognatura può ritenersi operativa e sicura.

In fase di manutenzione periodica

Anche l’azienda stessa, ad esempio nel settore industriale o vinicolo, può richiedere la prova di tenuta durante i controlli periodici.

Con il verbale di collaudo in mano, essa avrà una documentazione ufficiale da presentare all’ente competente, tutelandosi così contro eventuali accuse di non conformità o di inquinamento ambientale.

Dopo il risanamento non distruttivo

Dopo interventi di risanamento interno non distruttivo, come il relining, potrebbe essere richiesta la prova di tenuta, a completamento delle opere.

Vantaggi delle prove di tenuta

Fino al 1999, in Italia non esisteva alcun obbligo di verificare la tenuta delle condotte fognarie, lasciando irrisolti molti problemi che si traducevano in danni ambientali e costi di gestione insostenibili.

L’introduzione della norma UNI EN 1610 ha segnato un passo decisivo per la sicurezza delle infrastrutture e per regolarizzare una corretta posa delle condotte.

Quali sono i vantaggi tangibili delle prove di tenuta su tubazioni?

–Minori costi di riparazione: grazie ai pre-collaudi i problemi vengono identificati e possono essere risolti direttamente prima di interrare lo scavo

–Riduzione dei costi a lungo termine: la prevenzione dei danni con le prove di tenuta della fognatura, riduce notevolmente i costi legati a riparazioni successive e garantisce una maggiore longevità delle condotte.

–Salvaguardia dell’ambiente: la tenuta della fognatura impedisce la dispersione di liquami nel suolo e nelle falde acquifere preservando l’ambiente dal rischio di inquinamento

-Affidabilità delle infrastrutture: Le prove di tenuta certificano l’integrità delle fognature, assicurando che siano in grado di svolgere il loro compito senza rischi strutturali nel tempo.

Cosa fare se la prova di tenuta da esito negativo?

In caso di esito negativo della prova di tenuta su condotta fognaria, uno dei primi passi è la videoispezione del tratto.

Gli impianti di Imec Risanamenti sono dotati di sistemi per monitorare con precisione le condizioni interne della fognatura e individuare eventuali danni, come crepe o rotture.

Se la telecamera non rileva anomalie, i nostri professionisti possono eseguire ulteriori test per intercettare perdite, spesso riconducibili a giunti difettosi.

Una volta individuato il giunto responsabile della perdita, utilizziamo il nostro metodo di risanamento che sigilla perfettamente la zona, ristabilendo la tenuta del tratto senza necessità di interventi invasivi. Al termine, effettuiamo una nuova prova di tenuta ad aria per certificare che il lavoro sia stato eseguito a regola d’arte e che la fognatura abbia recuperato la sua impermeabilità.

Sebbene la normativa UNI EN 1610 consenta l’utilizzo di acqua o aria per le prove di tenuta, IMEC Risanamenti è specializzata esclusivamente in prove di tenuta ad aria. Questo metodo offre numerosi vantaggi, tra cui tempi di esecuzione più rapidi, minore impatto logistico, la possibilità di operare anche in cantieri dove l’acqua non è facilmente disponibile e senza la necessità di specifiche autorizzazioni per il prelievo. Contattaci per saperne di più!